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Medical advisor - Intervista a Giusy Lastoria

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  • Giovedì 13 Maggio 2010 16:51

 


Oggi parliamo con la dottoressa Giusy Lastoria, Medical Advisor alla Novonordisk (
www.novonordisk.it).

La dottoressa Lastoria si è laureata in Chimica e tecnologia farmaceutiche e dal 2007 svolge la professione di Medical Advisor, un lavoro molto richiesto ma poco conosciuto.

 


Dottoressa Lastoria, in cosa consiste il suo lavoro?
Come ha appena anticipato, lavoro come medical advisor, nella direzione medica della Novonordisk. Il lavoro del medical advisor consiste nel dare un supporto scientifico alle varie aree aziendali. Uno dei compiti principali è la stesura dei dossier di registrazione dei nuovi farmaci, per la richiesta dell'autorizzazione all'immissione in commercio. Partecipiamo alla redazione del materiale informativo utilizzato dagli informatori scientifici del farmaco, affinchè abbia una elevata accuratezza scientifica e rispetti le norme del codice deontologico di Farmindustria.
Collaboriamo all'attività di formazione e training degli informatori scientifici e del personale scientifico presente in azienda, sia dei nuovi dipendenti che del personale medico.

Quando ha iniziato a svolgere questa professione?
Ho iniziato a lavorare per questa azienda nel settembre del 2007, quasi subito dopo la laurea.

Il suo lavoro non è fra i più comuni sbocchi professionali dei laureati in CTF , quali sono state le motivazioni che l'hanno portata a questa scelta?
Molte aziende in realtà ricercano questo profilo professionale, forse il fatto che non sia molto conosciuto lo rende ancora un campo lavorativo in cui l'offerta resta mediamente elevata. Ogni azienda farmaceutica, infatti, possiede una direzione medica, quindi un dipartimento che si occupa degli aspetti scientifici legati a tutti i farmaci commercializzati. Dopo la laurea ho iniziato a guardarmi intorno, cercando un lavoro che avesse a che fare con la sperimentazione dei farmaci, quella che adesso posso chiamare fase pre-registrativa, anche se ho scoperto quanto sia interessante anche la fase "post-marketing". Ho inviato il mio curriculum e dopo diversi colloqui mi è stato offerto questo ruolo nella direzione medica.

Ha incontrato degli ostacoli all'inizio della sua carriera?
Non parlerei proprio di ostacoli, quanto di un radicale cambiamento nel modus operandi, rispetto a quanto avevo vissuto sia all'università, sia nella mia breve esperienza di ricerca come borsista presso l'ISS.
L'azienda farmaceutica ha dei tempi molto particolari. Rispetto invece alle conoscenze ed alle competenze tecniche richieste dal ruolo per fortuna non ho incontrato difficoltà, essendo molto attinente ed in linea con quanto studiato nel corso di laurea.

Quali caratteristiche ritiene siano necessarie per svolgere il suo lavoro?
Bisogna avere molta costanza e voglia di studiare ed aggiornarsi. Dal momento che parte del nostro lavoro si svolge in aula, in qualità di trainer, è necessario essere sempre aggiornati e competenti. La capacità di lavorare in gruppo è un'altra qualità che rende molto più facile il lavoro di tipo interdipartimentale che occorre svolgere. La direzione medica lavora in stretta collaborazione con l'area marketing, che ha un punto di vista alquanto differente, anche se ognuno poi deve portare il suo contributo alla realizzazione dei vari progetti, sia in un ambito più strettamente scientifico che in quello legato alla commercializzazione delle specialità medicinali.

Qual è l'aspetto della sua professione che preferisce?
Svolgendo questo lavoro ho scoperto che mi piace molto tutto quello che ruota intorno alla formazione, anche perchè i destinatari dei corsi provengono da aree lavorative differenti e ti permettono di creare dei corsi sempre nuovi e stimolanti. Altri elementi molto interessanti sono poi il contatto diretto con i medici specialisti e la possibilità di presentare il proprio lavoro ai convegni.

Dopo quasi tre anni di lavoro, le sue aspettative si sono realizzate?
Assolutamente si, sono molto contenta del mio lavoro e lo sceglierei ancora.

Oggi il mondo si muove molto velocemente, crede che la sua sia una professione "al passo con i tempi"?
 Direi che se possibile bisogna andare più veloci del mondo! Esistono molte emergenze e bisogna sapere gestire l'imprevisto senza essere troppo in ansia.

Quali consigli darebbe ad un giovane laureato che volesse intraprendere la carriera di medical advisor?
Cercare prima di tutto di capire se si possiedono le caratteristiche adatte, se si è pronti a dedicare molto tempo al proprio lavoro. Detto questo bisogna studiare, cercare degli stage di formazione e bussare alle porte delle aziende, perchè, come dicevo prima, è un lavoro che  ha risentito poco della crisi che stiamo attraversando.